Conto termico e spese di ristrutturazione

Il Conto Termico è definito come un contributo in denaro concesso al fine dell’acquisto di apparecchi come condizionatori, sostituendo le vecchie tecnologie con quelle nuove come la pompa di calore. Interventi che siano in grado di migliorare il comfort di cui si gode all’interno dell’immobile, oltre all’efficienza energetica dell’immobile in cui l’intervento ha luogo. I lavori che si vanno ad effettuare, per poter usufruire del Conto Termico devono rispondere a determinati requisiti, tra cui devono andare a sostituire impianti già esistenti.

Si tratta di un incentivo che viene erogato e gestito in maniera diretta dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Questo viene erogato al richiedente in un’unica soluzione entro 60 giorni dall’accoglimento della domanda. Sempre che essa presenti i nati e i documenti richiesti.

Chi può accedere al beneficio e come?

Possono accedere ai benefici del Conto Termico i privati, in quanto pedone fisiche, condomini, soggetti titolari di reddito di imprese.

Come già detto in precedenza, l’ente responsabile della valutazione e della gestione delle domande è il GSE che tramite il Portaltermico è in grado di fornire tutti i dettagli utili e le procedure di richiesta dell’incentivo. Nel portale è presente una scheda domanda in cui il soggetto richiedente deve andare ad inserire i dati richiesti.

La modifica apportata alla legislazione del Conto Termico ha comunque reso più snella la procedura di invio della domanda, pur restando una procedura lunga ed elaborata. Questa può essere inoltrata sia direttamente dal soggetto interessato all’incentivo, ovvero per via indiretta affidandosi a un terzo soggetto che faccia da intermediario.

In tal caso ci si può rivolgere a un esperto come un ingegnere che sia in grado di offrire una consulenza completa, oppure chiedere supporto all’azienda a cui ci si affida per l’installazione dei nuovi apparecchi. In Italia però, Kalorplus è al momento una tra le poche aziende che affianca il cliente proponendogli di assumersi lei l’impegno dell’invio della pratica al posto del cliente, in maniera completamente gratuita.

La domanda deve essere inoltrata, per non veder decadere il proprio diritto, entro e non oltre 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento. Il rimborso nella percentuale concessa dal GSE avverrà poi entro altri 60 giorni dalla stipula del contratto. Nel caso in cui l’istruttoria abbia esito positivo il soggetto andrà a siglare una sorta di contratto in cui si impegna a conservare la documentazione per un periodo non inferiore ai 5 anni.

Insomma, una procedura che al momento è divenuta veloce e snella, proprio per favorirvi l’accesso da parte di tutti coloro che decidono di migliorare il proprio immobile sotto l’aspetto energetico. Una modifica veramente importante alla luce del blocco dello sconto in fattura e della cessione del credito, largamente utilizzati negli anni precedenti.

Il calcolo del contributo

Ci sono alcuni elementi che influiscono sull’accesso che si ha al contributo.

In base a cosa questo viene deciso?

Innanzitutto il contributo viene calcolato in base alla potenza nominale dell’apparecchio scelto per andare ad implementare il proprio impianto. Inoltre la valutazione avviene in base alle emissioni di polveri in atmosfera che il prodotto scelto rilascia e le ore di funzionamento che vedono calcolate in base a una media della propria provincia o comune.

Sembra a questo punto ovvio che un prodotto che ha un rendimento più alto darà diritto all’accesso ad una percentuale di incentivo maggiore. Il tutto sempre in funzione di quello che è l’efficientamento energetico dell’immobile.

Alcuni chiarimenti

Prima di concludere occorre sottolineare che la normativa per quello che riguarda il Conto Termico, parla di “sostituzione”. Questo vuol dire che per poter accedere ai benefici deve essere già presente nell’immobile, un vecchio componente che verrà quindi rimpiazzato con uno in possesso di una tecnologia più efficiente per quello che riguarda il consumo energetico e l’emissione di elementi di scarto.

Le aziende agricole sono le uniche che possono accedere al contributo anche nel caso in cui vada a sostituire i generatori di calore alimentati a GPL con altri apparecchi.

Si ricorda inoltre che la percentuale massima dell’incentivo erogato è del 65% della spesa sostenuta per l’impianto. Quindi in alcun modo la somma che si riceve può superare la spesa effettuate.

Per veder accolta la propria domanda occorre prestare attenzione non solo al rispetto dei requisiti e alla corretta compilazione dei moduli, ma anche alle indicazioni fornite nel bonifico che si effettua per il pagamento dei lavori. Infatti i bonifici effettuati devono innanzitutto riportare indicazione al DM 16/02/2016 nella causale, inoltre indicare il codice fiscale di chi paga la fattura e la partita IVA dell’impresa che ha gestito i lavori.

Un bonifico che non segue tali linee guida potrebbe essere causa di rigetto diretto della richiesta.

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